“Sicurezza e sviluppo produttivo sono un binomio inscindibile”. Con queste parole del Ministro del Lavoro Marina Calderone si è aperto a Salerno il primo appuntamento della 13ª Giornata Nazionale dell’Ingegneria della Sicurezza, organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri. L’evento ha messo al centro la sicurezza nei porti, non come un costo, ma come un fattore strategico di competitività.

Dagli interventi istituzionali è emersa una linea comune: per combattere le morti bianche, le sanzioni da sole non bastano. Come sottolineato dal Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e ribadito dal Presidente CNI Angelo Domenico Perrini, la strada maestra è quella della prevenzione, della formazione continua e obbligatoria e di un sistema premiante che incentivi le imprese a investire in modelli organizzativi sicuri.

I dati presentati dal Centro Studi CNI, basati su elaborazioni INAIL, hanno dipinto un quadro chiaro: sebbene gli infortuni nel settore trasporti e logistica siano in calo, il tasso di rischio rimane significativamente più alto rispetto ad altri comparti come manifatturiero e costruzioni. Le cause principali risiedono nella scarsa percezione del pericolo, nella rapida evoluzione tecnologica dei macchinari e nella necessità di DPI sempre più specifici.

Le sessioni tecniche hanno approfondito queste tematiche, spaziando dall’analisi dei fattori di rischio più comuni alla presentazione di strumenti innovativi come la piattaforma “CONDIVIDO” per la gestione dei “near miss”. Si è discusso anche delle nuove sfide, come la sicurezza legata al GNL e ai nuovi vettori energetici (idrogeno, ammoniaca), e delle nuove opportunità offerte dalla modellazione numerica avanzata per la progettazione di infrastrutture portuali più sicure.

Il messaggio finale del convegno è stato unanime: investire in sicurezza significa investire in efficienza, proteggere i lavoratori e rendere il sistema portuale italiano più competitivo a livello globale.